Comunicati

Comunicato stampa del comitato, 11/06/2013

San Quirino 10 giugno 2013 ore 19,30. Consiglio comunale, punto 8:

“Argomento richiesto dai Consiglieri Comunali: SANTAROSSA, GALASSI, QUERINUZZI, BRESSA, avente ad oggetto:

“Il caso della centrale biogas di San Foca alla luce degli ultimi avvenimenti di contaminazione da PCB nella centrale gemella di Limena (PD)”.

Osservazioni:

L’autorità di un Sindaco può superare le regole della buona educazione e i diritti di cittadini che educatamente e pacificamente chiedono di esprimere le proprie motivazioni? Motivazioni  frutto di seria ricerca e convalidate da pareri esperti ed autorevoli.

Può l’autorità di un Sindaco superare le regole di buona educazione che ogni persona ed ogni cittadino ha diritto di esprimere e comunicare?

Può l’autorità di un Sindaco tacitare con frasi fatte ed irrisorie l’esposto di un consigliere che si espone ed espone?

Ci sono tanti modi per ‘ciurlare nel manico’ signor Sindaco…  Ironizzando, interrompendo contrastando con frasi non pertinenti esposti che hanno fondamento e sostanza e per tali ragioni bisogna confondere, cancellare, annullare…

Chi è che ‘ciurla nel manico’, sig. Sindaco?

Noi le nostre posizioni le abbiamo prese senza vacillamenti e siamo fermi nel portare avanti gli argomenti di un “COMITATO” regolarmente costituito e che lei non riconosce, si rifiuta di ascoltare, ne evita il confronto approfittando di un’autorità arbitraria che è ben lungi dall’essere autorevolezza.

Il comitato per la salvaguardia di San Foca

In merito alla lettera dell’ASS6 Prot. 13320 del 12/03/2013

In merito alla lettera dell’ASS6 Prot. 13320 del 12/03/2013

Il “COMITATO PER LA SALVAGUARDIA DI SAN FOCA”, si sta interessando con molta preoccupazione circa l’evolversi dell’utilizzo della biomassa per la produzione di energia elettrica da fermentazione anaerobica nel comune di San Quirino.

La carenza di leggi, normative e letteratura scientifica aumentano la difficoltà di controllo di questi “mostri” che se da un lato qualcuno si ostina a dire producano energia rinnovabile, di sicuro non è sostenibile.

L’ ASS6 nel dare parere favorevole all’ autorizzazione unica, invita il comune di San Quirino a visionare la delibera A.L. n° 51 del 26/07/2011 dell’ Emilia Romagna dove viene trattato in maniera esaustiva l’inquinamento tellurico da Clostridi. Una recente sperimentazione condotta dal CRPA “Centro ricerche produzioni animali” in reattori da laboratorio ha dimostrato come nella produzione di biometano con l’impiego di insilati (nella prova sono stati utilizzati insilati di mais e di sorgo) si riscontri un incremento di circa 17 volte del numero delle spore nel digestato rispetto al numero di spore presenti nell’insilato introdotto. Il risultato rimane assai significativo perché conferma come nel processo anaerobico di produzione di biometano si creano nel digestore le stesse condizioni favorevoli allo sviluppo delle spore, presenti sia nella produzione dell’insilato, sia nell’apparato digerente dei ruminanti. Il Dott. Helge Böhnel conferma in maniera più puntuale l’avvenuta contaminazione dei biodigestori portando nelle sue conferenze esperienze personali con dati veramente preoccupanti. Böhnel da noi contattato ci ha mostrato delle mappe statistiche che mettono in evidenza la correlazione di circa 1000 casi di botulismo con la vicinanza alle centrali biogas, inoltre ci ha dichiarato che se non si riesce a bloccare la fuoriuscita di clostridi botulinici dai biodigestori si dovrebbe abbandonare questo tipo di energia.

Ricorrendo alla L.R 19 del 11/10/2012 ed alla L.R 26 del 21/12/2012, i proprietari della centrale di San Foca hanno chiesto una variazione alla “dieta” del biodigestore introducendo oltre ai reflui zootecnici anche sottoprodotti provenienti dalla preparazione e dal trattamento di frutta, verdura, oli alimentari, cacao, te, caffè, tabacco, scarti dall’industria casearia, cereali non utilizzabili per l’alimentazione umana o animale perché contaminati biologicamente (es. Aflatossine), residui di orticoltura, acquacoltura, selvicoltura, caccia e pesca. Indubbiamente le differenze della centrale di San Foca con le centrali Tedesche non ci sono, nella raccolta del triticale poi non è difficile la contaminazione con il terreno. Vi invitiamo a rivedere nel progetto come avviene lo stoccaggio del digestato che per la frazione liquida non è mai a contatto con l’aria, aspirato nel carro botte e se cosparso nei campi per interramento immediato evidenzia la totale mancanza di ossigenazione.

L’ impressione è che le istituzioni volte alla tutela della salute pubblica siano sensibili alle problematiche olfattive che si possono creare e che potrebbero agitare proteste da parte della popolazione, preoccupa molto meno invece quello che realmente nuoce alla salute ma non si vede e non si sente.

Il fatto che ASS6 non sia in grado di valutare l’impatto sulla salute dei cittadini che vivono in prossimità di questi impianti e che comunque rilasci il parere favorevole in conferenza dei servizi ci lascia molto perplessi e ci ricorda quanto è avvenuto con l’ amianto, migliaia di morti a NORMA DI LEGGE, tutti sapevano ma nessuno ha agito.

Propaganda e disinformazione

Assistiamo con grande dispiacere al penoso spettacolo che sta recitando l’Amministrazione Comunale di San Quirino che, dopo aver definito come strumentali, allarmanti e perfino terroristiche le attività di un gruppo di persone che si sono viste improvvisamente costruire fuori casa una centrale a biogas, ora prova a mettere in atto una commedia per negare i problemi causati dall’impianto che definiamo “La negazione dell’evidenza”.

L’Amministrazione dopo aver utilizzato Consigli Comunali e aver fatto scrivere numerosi articoli di giornale per convincere popolazione e consiglieri scettici sulla bontà della centrale a biogas di San Foca, ora, dinanzi alle proteste per gli insopportabili odori di materia organica in putrefazione, imbastisce delle sceneggiate attribuendo detti odori, iniziati dopo l’entrata in funzione della centrale, alla presenza di stalle presenti e già operanti sul territorio da sempre.

Leggiamo sui giornali che l’amministazione, dopo essere stata “bacchettata” in maniera eclatante dalla “politicamente” vicina Coldiretti, sul far marcire mais per produrre energia, riprova ad affrancarsi al mondo agricolo organizzando incontri con l’altra associazione di categoria, la Cia, per spiegare come si debba guidare un trattore e ribadendo che gli odori molesti che stanno imperversando nelle case vicino all’impianto di Via Partidor sono da imputarsi alle numerose stalle presenti.

Dimenticano o forse non sanno che le stalle “diffuse sul territorio” di San Foca sono rimaste talmente poche da contarsi sulle dita di una mano. Inoltre la più grande di esse, circa 400 capi di proprietà dell’Azienda Setten, è stata chiusa per far posto alla centrale. Alle stalle di bovini si devono poi aggiungere tre porcilaie insediate da anni mentre gli odori sono presenti solo da gennaio 2013.

Dimenticano o forse non sanno spiegarci perchè se il problema è presente a San Foca la riunione viene organizzata nelle lontane Villotte.

Dimenticano o forse non sanno che l’esperto e referente della Cia che ha organizzato l’incontro è stato candidato alle elezioni comunali a sostegno del Sindaco.

Dimenticano o forse non sanno che non hanno ancora dato risposta alla lettera protocollata il 05/11/2012 in cui cittadini di San Foca segnalano le irregolarità nell’Autorizzazione a realizzare la centrale.

Dimenticano o forse non sanno spiegare il traffico di autoespurghi e autobotti di servizi ecologici provenienti dalla provincia di Padova alla Centrale del Partidor prontamente e più volte segnalato agli uffici comunali.

Noi che invece viviamo a San Foca conosciamo bene l’odore che viene prodotto da un allevamento di suini o una stalla di mucche, ma a nostro discapito abbiamo anche imparato a conoscere l’odore di marcio acido ed acre che a folate invade le nostre case dal mese di gennaio.

Noi che viviamo a San Foca abbiamo in questi mesi “apprezzato” l’operato del nostro sindaco, che più che un amministratore di una comunità, democraticamente eletto, sembra il responsabile commerciale di una società di costruzione di impianti a biogas.

Noi che viviamo a San Foca, cara Amministrazione, continueremo a chiedere il rispetto della salute e dell’ambiente in cui viviamo che ogni giorno è sempre più compromesso non solo dalla realizzazione dell’impianto, ma dalla prevaricazione che viene attuata nei confronti di famiglie, cittadini, persone.

c.i.p. “Comitato per la salvaguardia di San Foca” comitatopersanfoca@gmail.com

In risposta alle rassicuranti parole.

È veramente commovente assistere attraverso la stampa con le parole rassicuranti dell’assessore comunale all’agricoltura di San Quirino Graziano Perin, l’attenzione con cui i cittadini del comune saranno trattati rispetto a trattori e odori molesti. E’ molto confortante sapere che l’amministrazione comunale sia così attenta nei confronti della popolazione…
Sogno o son desta… stiamo parlando della stessa popolazione a cui a stata imposta in gran segreto una centrale a biomasse per la produzione di biogas vicino alle proprie case di San Foca? Vorrei ricordare che la popolazione residente vicina alla centrale gli odori li sente già e che l’odore porterà con sè una lunga serie di problematiche ben più gravi.
Trattori… ma di che si sta parlando! L’impianto funziona con un motore da 50.000 di cilindrata per 24 ore al giorno e per quasi tutto l’anno. E’ come se 50, dico 50! Fiat Panda a metano stessero accese 24 ore al giorno a 1500 giri/motore.
Siamo in un’area dell’Europa inquinatissima per quanto riguarda l’aria (direttiva qualità aria) e volutamente mi fermo qui…
Eh dai… almeno per una questione di rispetto risparmiateci queste premure quando ormai lo stato delle cose potrà solo che peggiorare…
C’è chi, a San Foca, vede l’impianto come una grande opportunità di sviluppo e sono grati a questi “agricoltori” della provincia di Padova con la “loro” centrale perché considerati benefattori…
Ci rendiamo conto?
San Foca, purtroppo, è un piccolo paese che da molti anni vive una realtà separata tra cittadini, ora il divario è divenuto esponenziale.
Questo accresce la divisione.
E’ un problema nel problema già grave!

Giovanna Casalini il 

La nostra risposta all’articolo del messaggero veneto.

’impianto a biogas è sicuro? Noi del comitato non abbiamo questa certezza, d’altronde il nostro pensiero è in linea con quello espresso da professori, dottori ed esperti riconosciuti a livello nazionale ed europeo.
Noi stessi prima di affrontare questo percorso abbiamo dedicato molto tempo alla ricerca e allo studio, infatti se il Sindaco avesse partecipato all’incontro pubblico del 12/12/2012 con le informazioni acquisite avrebbe evitato di esprimersi così.
Lo dimostra il fatto di aver dichiarato al Messaggero Veneto che le normative vigenti sono rigide e che c’è competenza nelle valutazioni.
A questo punto ci teniamo a fare delle precisazioni che, a quanto pare, sono “sfuggite” all’intera amministrazione tanto “sensibile e preparata” che con l’ultimo contestato consiglio comunale ha implicitamente condiviso e accolto.

1) Il quantitativo enorme di mais quale alimento umano ed animale diverrà materia per produrre energia ad alto costo, concetto antietico e moralmente inconcepibile.
2) L’impatto ambientale negativo causato dallo spandimento massivo del digestato (residuo della massa verde dopo la putrefazione) su terreni ghiaiosi che permettono il facile inquinamento delle falde acquifere e l‘accumulo di spore di clostridi che oltre a far gonfiare il formaggio possono provocare gravi malattie all’uomo e agli animali.
3) Le emissioni inquinanti cresceranno a dismisura con la combustione del biogas a cui verranno sommate quelle derivanti dal transito dei mezzi che serviranno ad approvvigionare di biomassa l’impianto.
4) Nessuno ha contemplato la possibilità di sfruttare i 2/3 dell’energia totale termica prodotta dall’impianto che invece viene dispersa.
5) La certa invivibilità, già presente in altre situazioni simili, per i disagi legati alle molestie olfattive, che sfortunatamente avranno il loro picco nel periodo estivo quando la vita quotidiana sarà pressoché svolta all’esterno.
6) Il valore delle case subirà un crollo immediato al quale seguirà quello dei terreni compromettendo anche lo sviluppo sostenibile delle nuove colture innovative ed alternative
7) Per ultimo, ma non per questo meno importante, data la grandezza dell’impianto (1 MW) ed i punti sopra citati, sarebbe stato buona regola amministrativa, condividere con la cittadinanza progetto, contestualità e conoscenza.

Al primo posto, invece, continuano a propinarci la pubblica utilità del biogas, in realtà l’unica utilità è quella del tornaconto economico riservato a pochi, ma pagato da tutti noi tramite la bolletta per l’energia elettrica.
A fronte di quanto detto, ci mancherebbe che il Sindaco volesse fare dei commenti trionfalistici…
E ci fa tanto sorridere quando menziona la Coldiretti a sostegno di questa tesi antieconomica, togli il contributo e non esisterebbe centrale, che è ormai contestata in tutta Europa perché distrugge la vera agricoltura.

Il Comitato per la salvaguardia di San Foca

Il comitato per la salvaguardia di San Foca sul consiglio comunale del 18/12/2012

Questo comunicato è stato trasmesso alla stampa locale il giorno dopo il consiglio comunale del 18/12/2012 ed è stata l’unica comunicazione ufficiale da parte del Comitato:

‘Il Comitato per la salvaguardia di San Foca‘ è un comitato regolarmente costituitosi in data 25 ottobre 2012 per opporsi alla messa in funzione della centrale a biogas in fraz. San Foca.
I componenti del comitato sono cittadini accomunati da senso civico ed agiscono esercitando dei diritti nel modo più PACATO e PACIFICO possibile.
La sera del 18 dicembre 2012 in sede di Consiglio Comunale a San Quirino, i rappresentanti del Comitato presenti, si sono trovati davanti ad uno scenario di grande tensione con carabinieri, poliziotti in borghese e i 2 vigili comunali; inoltre la sala era talmente piena che all’orario di inizio della seduta, parte di sanfochesi ed altre persone non hanno potuto assistervi. Che sia stato un caso?
Il Sindaco, tra l’altro sprovvisto di microfono, ha alzato la voce per intimare ad una cittadina di interrompere la registrazione della seduta consiliare ed ha vietato alla giornalista presente di fare delle fotografie.
Teniamo a precisare nuovamente che il Comitato ed i cittadini a cui loro fanno capo, agiscono concordi nell’OSSERVANZA DELLA LEGGE, DELLA BUONA EDUCAZIONE IN RISERVATEZZA, e trovano assolutamente INCREDIBILE che un’amministrazione comunale possa aver preparato uno scenario simile ed assolutamente “FUORI LUOGO“.
Questo Comitato fa parte del “Coordinamento Difesa Ambientale” che ha lo scopo, attraverso l’informazione, di dare una visione sistemica all’aspetto delle problematiche ambientali del nostro territorio (www.difesambientale.org).

Riguardo l’articolo del Messaggero Veneto uscito due giorni dopo la seduta consiliare, teniamo a precisare che nessuno in apertura del consiglio comunale aveva proibito di registrare né tanto meno di riprendere. L’altra precisazione riguarda l’importo della fideiussione per la dismissione dell’impianto che è di euro 210.000 non di euro 500.000! Tra 15 anni… No comment!

 

o già

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