B.I.M.B.Y.

Sapete di che cosa si tratta quando si parla della ‘sindrome di N.I.M.B.Y‘?

Con NIMBY (acronimo inglese per Not In My Back Yard, lett. “Non nel mio cortile”) si indica un atteggiamento che si riscontra nelle proteste contro opere di “interesse pubblico” che hanno, o si teme possano avere, effetti negativi sui territori  in cui verranno costruite, come ad esempio grandi vie di comunicazione,cave, sviluppi insediativi o industriali, termovalorizzatori, discariche, depositi di sostanze pericolose, centrali elettriche e simili, ecc… (tratto da wikipedia).

Ora esiste anche la ‘SINDROME  DI  BIMBY‘!

Con  BIMBY (acronimo inglese per Biogas In My Back Yard  lett. “biogas nel mio giardino”) si intende l’evoluzione della più tristemente nota NIMBY.

Si sviluppa  una  sera del 18 dicembre 2012 a San Quirino (PN), durante lo svolgimento del Consiglio comunale in cui si approva la convenzione ( con immediata eseguibilità) che darà il via libero alla centrale di biogas della soc. Sito Energy srl. in fraz. San Foca  a produrre energia elettrica da circa 20.000 t/anno di mais e insilati.

Il sindaco Corrado Della Mattia ha esordito così: la vorrei a casa a casa mia (la centrale)! Bravo sindaco, ci piacerebbe molto fosse così!!!  Purtroppo, dato che ciò non è possibile, che dice di far scaricare nel suo  giardino tanti tanti litri di digestato liquido e tanto residuo secco! Sono ottimi prodotti per ‘fertilizzare’. Chissà poi se nel  suo giardino crescerebbe almeno un  fiore? Penso di no!

Pare che la sindrome di BIMBY stia dilagando in regione… A Trieste da anni si contesta per la costruzione del rigassificatore di Zaule e  qualcuno si esprime così…

-Riportato dal sito “Legambiente Circolo Verdeazzurro Trieste- :

‘Tra i favorevoli Tony Castelgrande che scrive: «Se le cose fossero fatte bene, senza toppe e senza fare i furbetti, l’impatto ambientale è bassissimo. Avessi una casa sufficientemente grande lo accoglierei nel mio giardino (il rigassificatore)».’

Risponde Liliana Pajola: «Tony Castelgrande, ma se lo facessi nel giardino di casa tua dovresti esser disposto a non far entrare o uscire l’auto dal garage, non usare il tagliaerba e nemmeno far andare sui pattini i nipotini, quando ti portano i rifornimenti, ogni 2 o 3 giorni. Un po’ scomodo, non trovi? E questo è quello che accadrebbe al porto»”.

Beh…che dire?  Di parole ne sono state sprecate tante, troppe, da parte dei favorevoli e dai contrari.

Sapete che penso? Queste costruzioni stanno invadendo il nostro territorio e pregiudicheranno la salute del nostro ambiente.

Rientrano nei progetti “pseudomegautili” che vogliono farci credere salvifichi per l’umanità e non sono altro che speculazioni da parte di una gestione oligarchica del potere. C’è una  rete nebulosa di leggi, varianti, autorizzazioni, relazioni, conferenze dei servizi, convenzioni… che permette di portare a compimento queste edificazioni paradossali.

Dall’altra parte esistiamo noi con i nostri comitati e andiamo avanti fino in fondo… Purtroppo non siamo sufficientente ’potenti’!  Siamo solo gente onesta e modesta…

Questo sistema sbagliato non potrà toglierci mai, a noi gente onesta e modesta, i  pensieri corretti ed il grande senso della giustizia che c’è in ognuno di noi! E ribadisco sempre: ‘Senza alcun interesse personale‘.

 

nimby

2 Responses to B.I.M.B.Y.

  1. alicia zanetti says:

    Qui non dobbiamo parlare di Nimby o Bimby, dobbiamo affrontare il discorso di sostenibilità, salute e alternative presenti/possibili e soprattutto dobbiamo porre l’accento sul MOTIVO per il quale si fanno questi impianti, incentivati con i contributi dei cittadini che non hanno alcuna voce in merito a DOVE e PERCHè non in my BACKYARD.

    Ho partecipato alla vostra riunione a San Foca (dicembre 2012) e mi ha fatto molto piacere ascoltare le vostre valide motivazioni per un chiaro NO a questo impianto a ridosso delle vostre case.

    Condivido queste esperienze delle battaglie ambientali; abito a Fanna dove si trova una delle più grandi cementerie del nord Italia, si parla di un quantitativo di 450.000 m3 di fumi/ora con inquinanti a Norma di Legge. Dal mio punto di vista una vera sofferenza, aggiungerei inoltre che l’incenerimento di rifiuti è una follia, una ipoteca sul futuro dei nostri figli e nipoti.

    La sorpresa per i cittadini sta sempre nel ritrovarsi con queste scelte già confezionate e pronte a decollare, sempre con il consenso da parte di chi ha qualche cosa da guadagnare. Purtroppo l’unica componente che è determinante è il Dio Denaro.

    Noi cittadini contiamo meno di zero, conta solamente il nostro voto, ma la partecipazione a queste scelte importanti viene sistematicamente NEGATA.

    Mi sento solamente di scrivervi che di parole non ne sono state sprecate, nemmeno UNA, né a favore né contro. Le vostre preocupazioni sono legittime ed è giusto averle espresse. Restano lì per sempre, anche in futuro, quando l’Ambiente e la Salute dei nostri Figli e Nipoti farà il conto con la devastazione territoriale messa in atto. Non si muore per strada, gli effetti degli inquinanti iniziano con la gestazione nel grembro materno e procedono poi indisturbati.

    ARPA, ASL, Provincia, Sindaci sono sempre dall’Altra Parte; chi espone una qualsiasi preoccupazione passa quasi per pazzo, o terrorista. Sappiamo bene di non esserlo, ma di portare avanti il Valore delle Vita e il diritto di dare Voce ai più piccoli indifesi che ancora, questa voce, non l’hanno.

    Un Abbraccio e sempre avanti, consapevoli di fare la Cosa Giusta.

  2. Giovanna Casalini says:

    Gent.le Alicia, credo fortemente all’unione di tutti noi attraverso il ‘Coordinamento Difesa Ambientale’ (www.difesambientale.org).
    E’ dovere di ogni singolo comitato combattere queste “ingiustizie ambientali”.
    La nostra voce sta prendendo forza e sempre più la consapevolezza aumenta e pone al centro i diritti della persona e la tutela dell’ambiente, e questo, spero, sarà il nuovo modello di sviluppo economico e sociale.
    Crediamo nello sviluppo sostenibile attraverso indirizzi precisi e scelte coerenti con le finalità.
    Attualmente il mercato è interessato da profitti a breve termine. Chi gestisce questi progetti “bio…qualcosa” è totalmente irresponsabile, esiste solo interesse economico e la follia nei confronti della natura e dell’uomo.
    Se si aprirà una stagione politica nuova, questo potrà avvenire solo a fronte di una difesa dei beni che sentiamo ‘comuni’ come acqua, aria e terra cioè il nostro AMBIENTE.
    Noi andiamo avanti compatti e consapevoli di fare la COSA GIUSTA!

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