Sversamento di digestati da biogas nel Lodigiano.

Il titolare dell’azienda agricola e della biogas denunciato solo per “abbandono di rifiuti” (come lasciare un vecchio bidè sul ciglio di una provinciale). Un po’ poco per chi provoca l’inquinamento di un corso d’acqua)

In Lombardia ci sono 380 biogas funzionanti ma sembra che non succeda niente. Forse perché non ci sono comitati sul chi vive come in altre regioni e c’è troppa rassegnazione (paga e taci somaro lombardo diceva la Lega delle origini che in Regione ha appoggiato la proliferazione della speculazione biogasista). Però gli incidenti succedono e quando c’è una moria di pesci anche l’Arpa non può far finta di niente.

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Lo sversamento ha avuto per oggetto il colatore Balzarina di Lodi Vecchio a causa dello sversamento “fuori controllo” degli scarti dell’impianto di biogas che non erano stati sparsi a causa delle piogge che impedivano lo “smaltimento” sui campi saturi d’acqua. Più perché le trattrici con le pesanti botti non possono entrare che per rispetto dei regolarmenti e del’ambiente. Chiunqua abbia girato la Lombardia in queste settimane piovose ha visto le bonze spargere liquami anche con pioggia battente. Nessuno vede, nessuno protesta, nessuno segnala.

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La scoperta è stata fatta il 29 mattina all’alba da un agricoltore, che ha notato l’acqua nera e maleodorante della roggia, mentre i pesci, anche di grosa pezzatura, galleggiavano morti in superfice. Le indagini (come hanno riferito sia la polizia provinciale che l’Arpa) hanno permesso di individuare il punto in cui le sostanze inquinanti si sono immesse nella roggia, appunto quel colatore, mentre la causa risulta lo sversamento del cosiddetto digestato che non ha potuto essere sparso e che accumulato sul terreno in quantità ha dato luovo al percolato Insieme alla polizia provinciale è stata interpellata anche l’Arpa (l’Azienda regionale per la protezione dell’ambiente). I tecnici hanno prelevato campioni di acqua a valle e a monte del colatore, per verificare se effettivamente proprio in quel punto cambiava la composizione dell’acqua. I campioni sono poi stati inviati al laboratorio di analisi di Parabiago (Milano). I risultati, che saranno disponibili fra una settimana circa, dovranno dire se la morte dei pesci è stata provocata dalla presenza di qualche sostanza tossica specifica o per mancanza di ossigeno. Al momento pare più probabile l’ipossia legata legata allimmissione del digestato nel corso d’acqua e alla conseguente mancanza di ossigeno. La polizia provinciale di Lodi ieri è rimasta al lavoro per quasi l’intera giornata. Il titolare dell’azienda agricola, identificato già in mattinata, ha assistito a tutte le operazioni. Nei prossimi giorni verrà denunciato a piede libero per “abbandono di rifiuti”. Benché infatti quegli scarti possono essere utilizzati nei campi, il loro uso scorretto o improprio costituisce un reato penale. I pesci morti, recuperati, sono stati smaltiti.

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Per fermare l’inquinamento, invece, è stata realizzata una piccola diga in terra nel percorso del colatore prima che si immetta nella roggia.

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