Assediati dai cattivi odori

Assediati dai cattivi odori

Bernate Ticino, 30 marzo 2012 – Dai No Tav che contestano l’alta velocità, ai No Tang che rifiutano la tangenziale, per finire con i No Tanf. Chi sono i No Tanf? È questo il nome dell’ultimo comitato sorto a Boffalora sopra Ticino che si oppone agli odori che verrebbero rilasciati da un impianto a biomasse sorto sul comune di Bernate Ticino, ma che crea problemi solo ai vicini boffaloresi. Precisamente quelli che vivono nell’ultimo tratto di via XXV Aprile, in direzione Ticino, e via Ada Negri. All’incirca trecento persone.

A Bernate Ticino, infatti, in località Cascina Cattabrega, ai confini con il Comune di Boffalora, è sorto un impianto di 999 kWel alimentato a biogas per la produzione di energia elettrica. Il biogas viene prodotto attraverso la fermentazione di biomasse (trinciato di mais, scarti vegetali delle industrie alimentari ed oli vegetali). Impianto che ha ottenuto tutte le autorizzazioni del caso dagli enti competenti. Che sorge nel bel mezzo del Parco del Ticino.
«Chiediamo che si facciano tutti i controlli del caso per chiarire se tale impianto possa portare conseguenze – ha detto Giuseppe Doniselli, uno dei residenti – il via vai di mezzi da via XXV Aprile e strada del Porto è continuo».
I residenti hanno sistemato dei grossi striscioni in occasione della recente festività dell’Acquanegra. «In quell’occasione – continua Doniselli – tanta gente ha saputo del problema perché ha visto gli striscioni fuori dalle nostre abitazioni mentre percorrevano la strada che porta al santuario». Anche il Comune di Boffalora, nella persona del sindaco Curzio Trezzani, si sta adoperando allertando gli enti competenti. A cominciare dall’Arpa che non ha ancora eseguito alcuna verifica.

La famiglia Venegoni, del noto salumificio, ha presentato addirittura un ricorso al Tar che si deve ancora pronunciare. Appare però pressoché impossibile che un impianto che ha tutte le carte in regola possa sparire da un giorno all’altro. Il comitato, intanto, non si ferma e intende continuare la battaglia. «Ogni mese terremo una riunione a scopo informativo – spiegano – per cercare di capire quali rischi ci sono. Ci riferiamo, in particolare, a rischi per la falda e per l’eventuale innalzamento delle polveri sottili. Ci troviamo in una zona immersa nella natura. E’ un peccato che possa essere deturpata in questo modo».

di Graziano Masperi (il giorno.it)

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