Biogas San Foca (PN): tensione per il PCB

DOPO IL CASO DEL PCB nella centrale gemella nel padovano.

San Foca vuole un consiglio comunale straordinario (e i biogasisti tirano fuori una strana “incursione” di settimane fa contro la loro centrale)

Dopo lo scoppio dello scandalo del PCB nei digestati della centrale gemella nel Padovano (gestita da società intrecciata alla Sito Energy) cresce la preoccupazione per la centrale locale a biogas in località San Foca. Il battagliero comitato di San Foca No Biogas per la salvaguardia del paese invoca a gran voce la convocazione di un consiglio comunale straordinario. Di questa richiesta popolare si è fatto interprete il consigliere di opposizione Santarossa. Il Comitato e Santarossa fanno presente che proprio da Pavova da settimane arrivano autobotti sospette. Il mancato rinvenimento del PCB nelle matrici agricole sequestrate presso la biogas padovana fa pensare che nel biodigestore siano state aggiunte di nascosto matrici contaminate. La digestione anaerobica può ridurre la concentrazione del PCB nei materiali di partenza ma se questi sono fortemente inquinati anche i digestati possono presentare concentrazioni pericolose e fuorilegge.
Che i biogasisti utilizzino i loro mefitici digestori per smaltire (ovviamente previe lauti compensi da parte delle ecomafie) rifiuti pericolosi non è un mistero e non è una novità. A Calcio (Bergamo) è già finita dentro i digestori biomassa contaminata di PCB.
I PCB (Polclorobifenili) sono parenti della diossina, altamente cancerogeni e fortemente stabili.
Il tutto avviene con suprema arroganza ai confini dell’area protetta dei Magredi a San Foca mentre a Padova infatti l’impianto insiste in un sito ambientale di interesse comunitario (Sic-Zps di interesse comunitario grave Aree umide del Brenta).
In questo clima di tensione altissima Tosetto, il biogasista di San Foca non si limita a sbotta “Ma noi abbiamo avuto 30 controlli ed è risultato tutto in regola” e fa sapere, dopo settimane dal fatto, che la centrale di San Foca sarebbe stata “violata” da ignoti “incursori” o persino “sabotatori” che avrebbero praticato un varco nella recinzione ma sarebbero stati messi in fuga dal guardiano. Perché l’oscuro episodio salta fuori solo adesso mentre la popolazione è in allarme e chiede un consiglio comunale straordinario?
Tosetto ha comunque annunciato che saranno rafforzati i dispositivi anti-intrusione (metteranno delle telecamere e provvederanno a rafforzare la recinzione presumibilmente). Ma i biogasisti sbagliano se pensano di far passare chi li contesta per dei violenti lamentando che – poveri incompresi benefattori dell’ambiente e dell’umanità – devono asseragliandosi nelle loro centrali. I No biogas sono pacifici, sono comitati di mamme, di giovani, anziani, casalinghe. Altro che “incursori”. La violenza è tutta dalla loro parte. Una violenza fatta di aggressioni all’aria, all’acqua, al terreno agrario, alla salute.

di Michele Corti http://sgonfiailbiogas.blogspot.it/

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