Biogasopoli. Chiesta commissione d’inchiesta nazionale.

A quando anche una commissione nazionale d’inchiesta? Le centrali costruite attaccate alle case, le centrali dentro i paesi, le centrali pseudagricole 999kW x 4 ovvero oltre 4MW nello stesso sito, gestite dalla stessa società (sdoppiata in 4), le matrici sospette nei digestori, gli episodi di inquinamento, le approvazioni fulminee per prevenire ogni osservazione, obiezione, prescrizione. C’è una montagna di elementi che dovrebbero indurre il nuovo parlamento ad intervenire su questa emergenza nazionale. Emergenza per la salute, l’ambiente, l’economia (si distruggono risorse a favore di rendite parassitarie)

Biogas nelle Marche, Marangoni chiede commissione d’inchiesta

Nei giorni scorsi la Procura della Repubblica di Ancona ha inviato 13 avvisi di garanzia per reati gravi, inclusa l’associazione a delinquere, ad imprenditori e funzionari regionali con riferimento alle procedure seguite per la realizzazione di alcuni impianti a biogas e biomasse. Fanno sorridere amaramente le dichiarazioni della Regione la quale, per bocca del suo Presidente Spacca, valuterà se costituirsi parte civile in quanto parte lesa. Per Marangoni le responsabilità se saranno confermate, non saranno soltanto giuridiche ma, ancor prima, politiche. Anzi: scaricare le responsabilità su alcuni dipendenti regionali significa nascondere il braccio dopo che si è lanciato il sasso. Per Marangoni dovrebbe essere il popolo marchigiano, a questo punto, a valutare se costituirsi parte civile contro la Regione Marche: se c’è una parte lesa sono un milione e mezzo di marchigiani danneggiati da questi impianti.
Solo ora Spacca annuncia disponibilità al dialogo con i Comitati al fine di ridare maggiore attenzione alle istanze dei territori. Per Marangoni questa disponibilità risulta molto tardiva e strumentale. Da oltre un anno e mezzo la Giunta regionale ha voluto, a tutti i costi, approvare, a gran velocità, tutto e di più in materia di biogas e biomasse ignorando le popolazioni, i comitati, i sindaci, i pareri legali contrari e le diffide pervenute. E’ stata ignorato persino il Consiglio Regionale delle Marche quando, il 12 giugno 2012, approvò la risoluzione di sospensione di tutti i procedimenti autorizzativi delle centrali biogas. A distanza di una sola settimana da quella volontà espressa dal supremo organo legislativo regionale, la Giunta, su iniziativa dell’assessore PD Sara Giannini, con verbale del 18.6.2012 deliberò all’unanimità proprio l’opposto di quanto votato dal Consiglio Regionale, cioè l’obbligo di dare corso ai procedimenti autorizzativi delle centrali a biogas. La Giunta incaricò altresì il Segretario generale “di richiamare all’attenzione dei dirigenti delle competenti strutture regionali e, in particolare, del dirigente del Servizio Territorio, ambiente ed energia, anche in sede di Comitato di direzione, la sussistenza di tale obbligo”.
In pratica, la Giunta ha scritto ai dirigenti di ignorare la decisione del Consiglio regionale e di procedere con le autorizzazioni delle centrali biogas. E ora la Giunta vuole scaricare le responsabilità solo sui tecnici, dopo aver loro ordinato di procedere!!! Aggiunge Marangoni “se c’è responsabilità questa è anche politica, di tutta la Giunta”. A prescindere dagli esiti delle indagini della Magistratura, se Spacca e l’intera Giunta si sentono davvero in buona fede siano loro stessi a promuovere subito la commissione d’inchiesta, prevista dallo Statuto della Regione Marche, sull’intera vicenda di tutte le autorizzazioni date sul biogas negli ultimi due anni, senza aspettare che lo facciano i consiglieri di opposizione.

Enzo Marangoni
Consigliere regionale delle Marche

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