Centrale a biogas, la gente aveva ragione

Mereto di Tomba, ordinanza del sindaco dopo le proteste: se non sarà messo a norma, l’impianto verrà chiuso il 1º ottobre

di Maristella Cescutti

Mereto di Tomba

MERETO DI TOMBA. Entro il primo ottobre la centrale a biogas di Savalons deve essere messa a norma altrimenti l’amministrazione comunale può sospenderne l’attività. Questa la conclusione dell’ordinanza, contingibile e urgente, emessa dal sindaco Andrea Cecchini che diffida Stefano Midun, titolare dell’omonima azienda, ad ottemperare a tutte le azioni necessarie previste nell’Autorizzazione Unica relativa alla costruzione del contestato impianto a biogas di Savalons, 350 Kw di potenza, con relativa rete di connessione.
In seguito alla dichiarata fine dei lavori sono stati avviati i dovuti, a suo tempo richiesti dalle minoranze, sopralluoghi da parte di Arpa, Cc-Noe, polizia locale, servizi tecnici, comando Vigili del fuoco di Udine; sono state rilevate delle difformità anche riferite allo stato di fatto constatato nei sopralluoghi.
La lista delle osservanze alla quale Midun si deve attenere e cercare di rimediare è corposa e articolata, a iniziare dall’impianto che, come scritto nell’ordinanza, risulta realizzato in parziale difformità dal Permesso di costruzione ricompreso nell’Autorizzazione Unica; allo stato delle aree circostanti che appaiono come un cantiere aperto ulteriormente gravato dagli esiti di una disordinata gestione; alle vasche di stoccaggio del digestato che non sono coperte, sommarie inoltre le precauzioni anticaduta; al cassone del biofiltro che risulta vuoto; al fatto che non è stato affrontato il recupero dell’energia elettrica dissipata; inosservanza anche delle condizioni e prescrizioni date dal comando Vigili del fuoco; considerate modestissime le tracce progettuali di mitigazione paesaggistica e pure sommaria la segregazione delle prevasche che emanano un odore “dal deciso tono edonico”; poi ancora, il deposito di silomais entro il perimetro dell’impianto, non previsto in alcun atto autorizzativo non consente il recupero del colaticcio; il dichiarato stato di controversia tra proprietà e ditta non consente poi di disporre di dati gestionali quali registri di gestione e manutenzione; autocontrolli al condotto di emissione.
La centrale a biogas è stata contestata da parte della popolazione (33 firmatari), inoltrato ricorso al Tar contro l’iter che ha portato alla sua realizzazione, il quale non ha evidenziato alcuna irregolarità. I firmatari hanno poi inoltrato al Consiglio di Stato ulteriore protesta.
«Ma allora i cittadini di Savalons e le Minoranze avevano ragione e non erano solo allarmismi e questioni politiche. Questa la sintesi di quanto si può evincere dalla ordinanza» commentano le opposizioni. «Dopo aver accusato sia i cittadini che i consiglieri di finto allarmismo e di vedere un problema solo perché politicamente avversi, si scopre che quanto denunciato e prodotto rispondeva al vero. Meglio tardi che mai», aggiungono.
«Ancora una volta, nonostante le accuse di immobilismo e di mancanza di decisioni da parte della minoranza e di alcuni cittadini, l’amministrazione comunale e gli uffici competenti hanno dimostrato con i fatti, che l’attività di verifica, iniziata con il sopralluogo che ha portato alla sospensione dei termini del procedimento del rilascio del certificato di agibilità, è stata fatta ed ha prodotto risultati», scrive invece in una nota la maggioranza.

Fonte: Messaggero veneto

This entry was posted in Stampa e notizie and tagged , , , , . Bookmark the permalink.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *