Centrale a biomasse di Sedegliano, nuove accuse al sindaco.

A Sedegliano (Udine) le accuse e i sospetti dell’opposizione trovano conferma e il sindaco è sotto accusa.

I gruppi di opposizione: mancata trasparenza sulla Conferenza dei servizi. «Quali altre informazioni ci ha negato?»

SEDEGLIANO «Centrale a biomasse di Sedegliano, continue sorprese»: i consiglieri di opposizione di Sedegliano vive nel rinnovamento e Il guado rispondono così al sindaco Giacomuzzi sulla nuova Conferenza dei servizi convocata dalla Provincia. «Le dichiarazioni del sindaco si basano su dati che erano già a sua disposizione dal 10 luglio, quando si è tenuto il consiglio straordinario per discutere della centrale a biomasse . Le opposizione avevano chiesto, espressamente e per iscritto, informazioni sul materiale che sarà bruciato nella centrale e se questo fosse stato modificato rispetto al progetto iniziale. Perché il sindaco non ha informato il consiglio della convocazione e di quanto discusso in Conferenza servizi? Come si fa a sostenere che un’amministrazione è trasparente se la stessa omette informazioni al consiglio nonostante la specifica e puntuale richiesta dei consiglieri?». «Quali altre informazioni ci sono state negate?», incalzano le opposizioni in una nota, definendosi anche «premonitrici: avevamo previsto, infatti, che Fire energy sarebbe subentrata una grossa azienda per realizzare il progetto ed è puntualmente avvenuto con la sua acquisizione da parte di Futuris; avevamo sottolineato che il progetto della centrale a biomasse basato su colture dedicate era assurdo, non praticabile e non sostenibile e puntualmente la richiesta di Fire energy di modificare il materiale da usare per la combustione ci dà ragione. Fire energy ha ora chiesto di poter usare, invece di colture dedicate e biomasse solide, sottoprodotti-scarti vegetali. Probabilmente questo è stato determinato dal fatto che per l’azienda non è più remunerativo usare colture dedicate e quindi si rivolge a materiale meno nobile.
Lungo questa china ben presto ci potremmo trovare difronte a richieste di usare combustibile solido secondario, che sono rifiuti a tutti gli effetti». «A quel punto – chiosano – il bell’impianto di Pannellia completerebbe la sua trasformazione in inceneritore di rifiuti. Chi contrasterà questo? Il nostro sindaco Dino Giacomuzzi? E’ bene rimarcare che le emissioni della centrale saranno, nel migliore dei casi, quelle già previste dal progetto, cioè annualmente 44 mg di diossine e 2100 kg di Pm10, oltre che diversi altri inquinanti in quantità molto rilevanti».

Maristella Cescutti

Fonte: Messaggero Veneto

 

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