Esplosione alla biomassa di Bagnolo Po (RO)

I comitati si chiedono perché non viene fermata per verifiche dopo gli episodi succedutisi. Si vuole aspettare qualcosa di grave?

 
(22.08.13) Nuovi incidenti alla centrale a biomasse legnose di Bagnolo Po (impattante prevalentemente sul comune di Trecenta, sorgendo non distante dall’ospedale). Una centrale che ha trovato una grande opposizione da parte della cittadinanza e delle minoranze (vedi sotto una lettera a Marzotto, presidente della Bagnolo Power) ma che non è stata contrastata dalle amministrazioni comunali.
Già a marzo si era verificato un incidente ed erano accorsi i vigili del fuoco (vai al post). Ieri notte (alle 2) vi è verificata un’esplosione udita dagli abitanti di Trecenta. I carabinieri allertati si sono subito recati sul posto, ma anche alcuni cittadini si sono recati in macchina a vedere cosa era successo. Il sindaco di Trecenta parla di un problema più grave di quello verificatosi in primavera quando c’era stato un principio di incendio.
 

RISPOSTA AL PRESIDENTE DELLA BAGNOLO POWER.
 
Egregio Presidente Marzotto, vista la sua lettera ai cittadini, mi permetto di farle alcune domande:
– Prima dell’affare (centrale a biomasse), conosceva i Comuni di Bagnolo di Po e Trecenta?
– E’ stato lei ad individuare la zona e i proprietari del terreno su cui incombe ora tale centrale, o c’è stato un suggeritore locale?
– Perché se lei giudica “assolutamente sicuri per la salute e l’ambiente” impianti come quello di Bagnolo di Po, invece di situare la centrale Bagnolo Power in prossimità dell’Ospedale San Luca e dei centri abitati di Trecenta e Bagnolo di Po, colpendo in modo pesantissimo una zona agricola bellissima e con colture di pregio, non l’ha localizzata in una delle sue tenute, magari vicino a casa, in modo da poter usufruire del teleriscaldamento che lei propone a noi? Sa che bello fare colazione all’aperto e respirare, lei e la sua famiglia, un po’ delle tonnellate di “insalubri” polveri emesse dal suo camino?

Detto questo le dico che, nella prima parte di questa sua impresa che considero completamente negativa per il nostro territorio e la nostra gente., lei ha avuto la fortuna, oltre che nel disporre di una quantità enorme di risorse che i comuni mortali non hanno, di incontrare avversari deboli. Tra questi sulla carta, avversari istituzionali che forse per timore di confrontarsi con lei, per non scontrarsi contro i partiti e gli assessori della Giunta Regionale del Veneto (in particolare quelli di PDL e Lega), oppure perchè semplicemente ignoravano la possibilità di ricorrere al TAR o per altro motivo, non hanno fatto quello che potevano. Poi anche avversari non istituzionali come Intercom Ambiente che non ha ricorso al TAR, pur svolgendo una significativa ma, visto il fatto che lei ha continuato indisturbato a costruire quello che ha voluto, insufficiente opera di contrasto. La centrale, bisognava cercare di fermarla già nel 2006 (delibere del comune di Bagnolo di Po) e nel 2008 per la Delibera di Giunta Regionale del Veneto 323/2008, ma né il Comune di Trecenta né Intercom Ambiente (per la sola delibera 323/2008), hanno fatto ricorso al TAR.
E questi signori, invece di fare pubblica ammenda, continuano pure a raccontare la storiella, buona per chi non conosce bene la materia, che è colpa della Provincia di Rovigo se la centrale va avanti (provincia, citata invece da lei, addirittura come soggetto rallentatore della costruzione dell’elettrodotto).
Solo oggi, io penso grazie anche alla richiesta dei consiglieri comunali Azzolini e Brusco, il Sindaco Laruccia e la sua maggioranza, si sono finalmente decisi a ricorrere al TAR. Vedremo se lo faranno veramente. Abbiamo fornito al Comune di Trecenta e ad Intercom Ambiente, i cui vertici sono stretti collaboratori del Sindaco Laruccia, il decreto conclusivo della Regione, datato 28 dicembre 2012. E a loro oggi diciamo, che questa volta non potranno dire, “io non lo sapevo”.
Dr. Luca Marzotto, io spero semplicemente che il TAR la blocchi e la costringa a non far funzionare la centrale. Spero che lei debba ripristinare i luoghi agricoli così duramente colpiti e anche che i Carabinieri chiariscano, in merito alla collocazione in zona agricola della centrale, se la richiesta di “ripristinare la legalità”, avanzata dal Consigliere Regionale Pettenò, sia motivata. Insomma, lei può cercare di fare quello che vuole, noi, abbiamo il dovere di opporci a lei e alla sua centrale a biomasse, non situata nel giardino di casa sua, ma vicino ad un ospedale e ai centri abitati di Bagnolo di Po e Trecenta. Disponibile ad ogni confronto, le porgo distinti saluti.

Trecenta, 7.2.2013 Brusco Guglielmo – Consigliere Comunale Trecenta
Lista Trecenta Bene di Tutti.

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