La differenza …..

…. tra il dare un parere negativo non vincolante di cui però la provincia dovrà tenerne conto …….. ……. e il dire che ad un’iniziativa privata il comune non può opporsi.

Impianto a biogas in località Casa Lunga, arriva il parere negativo dell’amministrazione comunale

La richiesta di costruire una centrale a biogas a Castiglion Fibocchi ha ricevuto il primo ‘no’ del comune. Si tratta di un parere di cui la provincia di Arezzo dovrà tenere conto, anche se non è vincolante. “Impatto ambientale e paesaggistico troppo forte in un’area di pregio – spiega l’amministrazione – senza contare i cattivi odori e il traffico che porterebbe con sé”

No alla realizzazione di un impianto a biogas in località Casa Lunga. A dirlo è l’amministrazione comunale di Castiglion Fibocchi, che esprime dunque, a firma del sindaco Salvatore Montanaro, parere negativo in un documento inviato alla provincia di Arezzo, che dovrà dunque tenerne conto (anche se il parere del comune non è vincolante) nell’esprimere la propria posizione nella Conferenza dei servizi.

La richiesta di costruire questo impianto è arrivata da un’azienda privata, che vorrebbe utilizzare, come biomassa di alimentazione della centrale, gli scarti della raccolta e della lavorazione delle olive, ma anche di altre colture. L’impianto dovrebbe nascere in località Casa Lunga, lungo la Setteponti.

Sono molte, secondo l’amministrazioni, le motivazioni per cui quell’impianto non deve essere fatto: “La realizzazione del progetto nella zona indicata, non può trovare condivisione da parte di  questa Amministrazione, trattandosi di area di particolare pregio paesaggistico, vocata alla coltura della vite e dell’olivo, dove aziende agricole anche a regime biologico e complessi agrituristici, con buoni flussi turistici, offrono tradizionalmente prodotti di alta qualità”.

Non solo: “L’introduzione di colture diverse, finalizzate ad alimentare l’impianto in progetto, costituisce una violenta aggressione alla tradizione agricola della zona. E l’impatto visivo è irreversibile, limitato solo in minima parte dalle opere progettuali di mitigazione, che comunque mai sarebbero sufficienti proprio per la collocazione dell’impianto sia rispetto alla strada Setteponti sia rispetto al centro abitato ed in particolare al centro storico di Castiglion Fibocchi”.

E ancora, la questione dei cattivi odori: “L’area indicata è a ridosso di diversi insediamenti abitativi e vicina anche al centro abitato del paese, sui quali si riverserebbero le emissioni dell’impianto ed i cattivi odori provenienti dalla  macerazione delle colture impiegate e della sansa, che introdurrebbero gravi  condizionamenti per la salute e la qualità della vita dei cittadini, anche nei paesi poco distanti: Meliciano, San Giustino, Laterina e Loro. Una zona che è gia stata violentata negli ultimi anni, proprio a causa delle emissioni e del complesso dei disagi legati alla discarica, in via di esaurimento e quindi suscettibile di essere restituita alla sua vocazione agricola naturale e tradizionale”.

L’Amministrazione ricorda che proprio di fronte alla località Casa Lunga si trova il complesso della leopoldina denominata “Il Poggiale”, oggetto di vincolo del Ministero per i Beni Culturali. Una casa colonica utilizzata anche nel film, premio Oscar, “La Vita è Bella”, oggi di proprietà dell’Azienda Pubblica di Servizi alla persona “Fraternita dei Laici”: un complesso che, sottolinea l’amministrazione, deve essere tutelato. “Basterebbe un sopralluogo per rendersi conto che qualsiasi opera di mitigazione si proponga per non rendere visibile l’impianto dalla Setteponti, dal centro storico di Castiglion Fibocchi o dal “Poggiale”, sarebbe tentativo vano”.

L’ultima questione sollevata è quella del traffico: secondo il comune, per approvvigionare l’impianto servirebbero diversi camion al giorno, specialmente nel periodo di lavorazione delle materie da utilizzare come alimentazione. “Non meno importanti – scrive il sindaco – risultano i disagi derivanti non solo dalla gestione dell’impianto, ma anche dal traffico indotto dalla raccolta e dal conferimento dei prodotti utilizzati per l’alimentazione dello stesso, che per alcuni di essi si concentra in maniera considerevole nel breve periodo di lavorazione delle olive (circa 2 mesi all’anno); tale aumento di traffico andrebbe ad appesantire ulteriormente quello già rilevante legato alla discarica ed alle normali attività imprenditoriali ed agrituristiche insistenti nella zona”.

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