La Forestale perquisisce l’impianto a biogas a Morrovalle: scattano i sequestri

Gli agenti mettono i sigilli a parte della centrale di Campomaggio, a Morrovalle. Contestate varie irregolarità

di Paola Pagnanelli

Macerata, 12 giugno 2013 – AL TERMINE di una perquisizione durata tutta la giornata di ieri, gli agenti del Corpo forestale hanno messo sotto sequestro una parte dell’impianto a biogas dell’azienda «Campomaggio 86», a Morrovalle. L’accertamento rientra nell’indagine aperta dalla procura di Macerata sulla centrale, dopo che lo scorso marzo, in seguito alla segnalazione di un vicino, vennero scoperti degli sversamenti di liquami in un terreno, con la contaminazione anche di una falda acquifera.

ForestaleIeri mattina, gli agenti del Corpo forestale con i tecnici dell’Arpam si sono presentati in contrada Fontemurata per controllare tutto l’impianto, riscontrando diverse irregolarità che sono state subito segnalate alla Procura. In particolare, è stata scoperta la presenza di un deposito fatto di tre silos, non previsto nel progetto autorizzato dalla Regione. In un primo momento, sembrava che questo deposito non fosse collegato alla centrale per la produzione di metano, ma alcune condutture hanno dimostrato il contrario. All’interno dei silos, è stata trovata una sostanza definita «melassa», prodotta dalle barbabietole. Su questa sostanza saranno fatti accertamenti, grazie ai campionamenti effettuati dell’Arpam. Altri campioni sono stati presi poi nei terreni circostanti all’impianto e nelle falde acquifere vicine, e su questi ora saranno condotte le analisi chimiche per accertare che non ci siano contaminazioni in atto.

OLTRE al deposito non autorizzato, i forestali hanno denunciato anche altre irregolarità urbanistiche. Inoltre, sarebbero stati manomessi i sigilli alla porzione di terreno sequestrata a marzo, altro rilievo mosso dagli agenti nel corso della perquisizione. Per questa serie di motivi, nel tardo pomeriggio è stato disposto il sequestro del deposito con i tre silos, e la chiusura delle condutture che portano alla centrale di produzione del metano, per evitare che la sostanza definita «melassa» continui ad andare nell’impianto. La produzione di metano comunque potrà proseguire. Oltre alle indagini, nei prossimi giorni si valuterà anche un altro profilo: le numerose difformità denunciate tra la centrale e il progetto autorizzato, potrebbero far correre il rischio alla società «Campomaggio» di perdere i contributi statali riconosciuti per questa produzione di biogas.

Fonte: ilrestodelcarlino.it

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