Quante vittime (di stato) delle biomasse?

Anche con l’emergenza aria avvelenata la politica continua a sostenere gli interessi speculativi (e il finto ambientalismo delle “rinnovabili”) contro la salute. Le biomasse “cattive” sono solo quelle “civili” per riscaldamento, quelle industriali, puramente speculative, che producono una misera quantità di elettricità a prezzo di un elevato inquinamento, sono invece “virtuose” per il governo e le varie agenzie pubbliche. Rappresentano fonti emissive trascurabili (lo dicono loro) e sembra quasi che le loro poveri fini e ultrafini e il benzo(a)pirene che rilasciano abbondantemente nell’aria siano diverse, non pericolose, forse perché purificate dallo scopo mistico della riduzione dei gas serra. I gas serra non li riducono se non in maniera infinitesimale, i morti, invece li causano sul serio perché sono in gioco veleni dell’aria che anche a basse concentrazioni aumentano in modo implacabile la mortalità prematura. Si vede che le divinità del nostro tempo: il profitto speculativo senza scrupoli, l’ambientalismo falso e antiumano hanno bisogno di nutrirsi di vittime sacrificali. Come gli dei delle civiltà mesoamericane che sarebbero “morti” se non nutriti continuamente di sangue umano.

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