«Schiavi del biodigestore» Pronti a bloccare la strada

Zoppola, i residenti in via Giardini: «Il viavai incessante di trattori non dà pace» Gisberto Beltrame: «Oltre al traffico, pure i cattivi odori. E il Comune non fa nulla»

ZOPPOLA. Abitanti di via Giardini in rivolta contro il biodigestore: l’impianto di via Taviele ha portato Gisberto Beltrame e gli altri residenti all’esasperazione, essenzialmente per l’aggravarsi di una delle conseguenze che il comitato costituito dallo stesso Beltrame aveva denunciato in tempi non sospetti come tra le più gravi, ovvero il flusso di trattori che trasportano il materiale oggetto delle lavorazioni.

Negli ultimi giorni, secondo i calcoli del promotore dell’iniziativa popolare, ne transiterebbero almeno una settantina e ciascuno compirebbe un tragitto d’andata e uno di ritorno, quindi un passaggio complessivo di 140 mezzi agricoli di grosse dimensioni ogni giorno.

Beltrame, pronto – se troverà l’appoggio degli altri residenti – a un’azione clamorosa quale il blocco della strada, si è recato dal sindaco Francesca Papais, ma dall’incontro è uscito assolutamente insoddisfatto. «Dopo un’iniziale scena muta, il sindaco mi ha detto che il suo partito non voleva il biodigestore – riferisce il cittadino –. Le ho fatto notare che il via libera è arrivato anche grazie al loro voto, non di certo per causa di quella parte della popolazione che ora si trova costretta a subire le conseguenze impattanti della struttura».

Una parte di popolazione che, secondo quanto riferito dal coordinatore del comitato, sarebbe stanca, stufa di dover convivere con gli odori («con determinate condizioni di vento, la puzza pervade le nostre case»), il disturbo arrecato dal transito dei grossi mezzi agricoli («passano ininterrottamente dalle 5 di mattina alle 11 di sera») e inviperita per la consapevolezza della perdita di valore delle proprie abitazioni («chi comprerà mai una casa che si trova a poche centinaia di metri da un biodigestore?»).

Insomma, il quadro, nelle ultime settimane è andato peggiorando: Beltrame sostiene che l’aggravarsi della situazione sia stato determinato dal fatto che «il materiale viene trasportato anche verso altri impianti»: il cittadino riferisce di poterlo affermare con certezza «perché l’ho visto con i miei occhi» e dice che «questo non era preventivato».

Quali le prossime mosse? «Qualcuno mi ha chiesto di tenere una riunione, di organizzarci, per cercare di salvare il salvabile – spiega il coordinatore dell’iniziativa popolare –. Mentre prima il nostro comitato veniva bollato come mero oppositore dell’amministrazione comunale, ora la gente ha capito che avevamo ragione e ci chiede di fare qualcosa. Ci proveremo, ma è necessario che ciascuno di noi faccia qualcosa in prima persona per contrastare un mostro che rischia di distruggere Zoppola».

Massimo Pighin

Fonte: Messaggero Veneto

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